Oktoberfest 2010

La mia settima Oktoberfest è ormai alle mie spalle. Il motto di quest’anno era “Caaaaaaaalma!”. Infatti, stanco delle corse quotidiane, ho deciso che almeno in vacanza la tranquillità dovesse regnare. Così, la fida SukkoTours, coadiuvata per quanto riguarda le esigenze logistiche dalla GiustizioTours (una divisione della Bau Viaggi) ha organizzato un pellegrinaggio un po’ più lungo del solito, in occasione del secondo weekend della festa. Unica novità tra i partecipanti: il buon Diego, destinato a portare un po’ di Emilianità nel gruppo.

Il mezzo prescelto è stato ancora il camper, dato che si trova facilmente senza doverlo prenotare mesi prima, e dato che alla fine la vita da campeggio ci piace parecchio. Siamo partiti mercoledì sera, in modo da raggiungere il campeggio giovedì mattina. Chi non è nel giro della Fest potrebbe non sapere che il secondo weekend è l’Italian Weekend, ovvero quello in cui gli italiani invadono selvaggiamente Monaco. Fortunatamente la maggior parte di questi arriva il venerdì, quindi, in questo modo non abbiamo dovuto sudare sette camicie per arrivare in fretta e furia al campeggio, nella paura di non trovare un posto (come successe l’anno scorso…). Quanto al ritorno, la maggior parte degli italiani parte la domenica mattina, con conseguenti Stau (code) in autostrada e alla cassa del campeggio, per cui la nostra idea è stata quella di ritornare il giorno dopo. Queste scelte si sono rivelate vincenti, e i viaggi sono stati tra i più tranquilli che abbiamo mai fatto.

Ovviamente, la parte più difficile e affannosa è quella di trovare un tavolo alla festa vera e propria. Per evitare questo, ci siamo dati da fare per prenotare un tavolo, cosa piuttosto complicata per vari motivi. Innanzitutto, va fatto con largo anticipo: per ovvie ragioni, bisogna muoversi parecchi mesi prima (se non un anno prima, per i capannoni più gettonati, come quello dell’HB!). Inoltre, le prenotazioni vengono accettate solamente a gruppi da 10 persone (quante ne può ospitare un tavolo) e, anche se sono gratuite, bisogna acquistare in anticipo dei voucher per ogni persona, tipicamente almeno due Maß e mezzo pollo. Infine, tanto per rendere il tutto estremamente agevole, le prenotazioni vanno fatte di persona pesso l’apposito ufficio oppure via fax, ma non tutti accettano quest’ultimo metodo. Ovviamente, in questo caso, tutte le comunicazioni sono effettuate in tedesco. Non parliamo poi del metodo di pagamento: praticamente nessuno accetta carte di credito, preferendo una fantomatica EC-Karte. Questa è stata la fase in cui l’ausilio della GiustizioTours è stato cruciale, permettendoci di ottenere un tavolo allo Pschorr-Bräurosl nella giornata di domenica. Sebbene estremamente comoda, la prenotazione ha avuto l’effetto di isolarci un po’, dato che il nostro tavolo era situato nel soppalco, lontano dal “casino” e dalla baldoria – insomma, dalla Gemütlichkeit -, che alla fine sono ciò che rende piacevole e interessante il tutto ;). Siamo comunque rimasti molto soddisfatti, e abbiamo sempre l’anno prossimo per cercare di ottenere un tavolo in una posizione migliore.

L’ultima scelta alternativa (rispetto alla nostra festroutine) è stata quella di organizzare alcuni pranzi e cene in camper, al fine di risparmiare un po’, data la lunghezza extra del viaggio.

Ovviamente, abbiamo documentato l’intero evento con abbondanza di foto, ma purtroppo, al momento di scaricare le foto del viaggio, la mia SD risultava corrotta e senza alcuna foto :(. Fortunatamente, PhotoRec (in Ubuntu è parte del pacchetto di TestDisk) è prontamente giunto in mio soccorso, riuscendo miticamente a recuperare tutte le foto e tutti i video! Per cui, presto i miei tre lettori avranno un nuovo album da sfogliare :).

Nel frattempo, gli immancabili link:

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Ginevra e dintorni

810 Km in un weekend non sono male, no? Tanta è la strada che la fida Gurtis ha percorso tra venerdì e domenica scorsi, quando una delegazione alessandrina si è recata nella ridente cittadina francese di Gex per fare visita all’ivi emigrato Attilio.

Era la prima volta che la mia macchinina usciva dal territorio italiano, ma se l’è cavata più che degnamente. Allo stesso modo, se l’è cavata bene anche il pilota, che ha agevolmente sguizzato tra le strade piemontesi, valdostane, svizzere e francesi con inattesa nonchalance. Effettivamente, non avere nessuno che sfanala, nessuno che sorpassa a destra, nessuno che cerca di infilarsi in ogni possibile spazio, nessuno che parcheggia in sestupla fila, nessuno che suona il clacson all’impazzata, nessuno che sfreccia a velocità supersoniche, nessuno che sta incollato dietro, nessuno che passa col rosso, ecc… sono tutte cose che non possone che contribuire a fare sentire estremamente a proprio agio uno che è abituato a guidare sulle autostrade italiane e in una città come Torino, anche se in realtà si trova in un Paese mai visitato prima. Il che, tra l’altro, mi ha fatto tornare in mente il tanto simpatico quanto tristemente verosimile video di Bruno Bozzetto che potete trovare qua.

Il motivo per cui Attilio è emigrato da quelle parti con l’intera famiglia è il lavoro: presta infatti servizio nientepopodimeno che al CERN. Ha quindi avuto l’ottima idea di organizzarci una visita guidata presso la struttura, aggregandoci ad un altro gruppo già prenotato. Questo è notevole, perché sono ovviamente in molti a voler visitare il CERN, e quindi i tempi di attesa arrivano addirittura ad un anno! Durante la visita abbiamo avuto modo di prendere confidenza con l’attuale esperimento di punta, ovvero il famoso LHC, vedendone diverse parti e prototipi. Purtroppo il “vero” LHC è off-limits, dato che è in pieno utilizzo, ma in compenso abbiamo visto da vicino altri due acceleratori di particelle, il LEIR, che (tra le varie funzioni che assolve) costituisce il primo stadio di accelerazione delle particelle destinate a LHC, e il LINAC3. La visita è stata molto piacevole, grazie all’ottima preparazione delle guide che hanno spiegato tutto in modo più che comprensibile e, perché no, appassionante, a dispetto delle mie conoscenze di fisica non esattamente approfonditissime (ringrazio per questo i quattro esami di fisica che ho dato “a crocette”). Insomma, il CERN è proprio un bel posticino, con attività molto interessanti ed affascinanti (basta leggere/vedere Angeli e Demoni…), mumble mumble… Ho già detto che per elaborare i dati prodotti da LHC usano una grid, e che questa sarebbe l’applicazione ideale per i miei studi???

Dopo la visita istruttiva, non potevamo non cogliere l’occasione per visitare Ginevra. Non abbiamo potuto vedere molto, ma abbiamo cenato con la fondue e visitato la zona dei locali, oltre che fatto una scontata passeggiata in riva al lago. Infine, l’indomani abbiamo concluso la visita con un picnic sul lago, in una delle tante aree attrezzate e gratuite.

Devo ammettere che questa breve visita mi ha fatto rivalutare la Francia: Gex e le piccole cittadine attorno mi sono piaciute davvero molto. Come Ginevra, sono pulite e ben tenute, nonché colme di spazi verdi. È vero che questa zona è molto ricca, ma vedere posti così non può che fare piacere. L’unica cosa che mi ha un po’ rattristato è l’aver visto davvero poca gente in giro il venerdì sera, ma probabilmente erano tutti a Ginevra ;).

Per i più curiosi, qui c’è l’album con le mie foto, quelle degli altri vi saranno integrate appena possibile. Contiene principalmente foto scattate al CERN e a Ginevra. Tra l’altro, sto lavorando per integrare le foto all’interno del blog, ma è un lavoraccio :(.

Attilio, trema: torneremo presto a trovarti…

http://it.wikipedia.org/wiki/Grid_computing

Warszawa

Finalmente, un pezzo alla volta, sono riuscito a mettere insieme qualche appunto sulla mini-vacanza a Varsavia. La città è molto diversa da come me l’aspettavo, ma per capire perché dovrete sopportare tutto il seguente sproloquio.

Sul viaggio c’è poco da dire: tutto è andato estremamente bene, viaggiare con Lufthansa è sempre un piacere. Per il parcheggio ci siamo avvalsi del servizio di Planet Parking, che, sebbene fosse il più economico, si è rivelato buono, tanto che aveva addirittura Lewis Hamilton come “pilota” della navetta (…). L’ostello, prenotato già dall’Italia, era l’Oki Doki Hostel: la sua peculiarità, oltre a essere praticamente in centro, è che ogni stanza è diversa dalle altre, tanto che ognuna è contraddistinta da un nome, piuttosto che dal classico numero. Il primo giorno siamo stati nella 7 Heaven, stanza con bagno comune a tema ovviamente Paradiso/cielo/nuvole/stelle, mentre i restanti giorni li abbiamo trascorsi nella Meksyk, ovvero la storpiatura polacca di “Messico”, con tanto di tappeti-arazzi e sombrero, che ha allietato non poco Giustino.

Le cose da vedere in città non mancano sicuramente. Una delle vie più “dotate” è Krakowskie Przedmeście: si parte da una statua dedicata a Niccolò Copernico (che, sebbene in molti lo ignorino, era Polacco) e dalla Kościół świętokrzyski (Chiesa della Santa Croce): si tratta di una delle chiese più esteticamente più brutte e anonime (Wikipedia dice “barocca”…) che abbia mai visto, tanto che avevamo deciso di non visitarla, salvo poi realizzare che è proprio lì dentro che, in una colonna, è “custodito” il cuore di Chopin (e sì, I like Chopin). Praticamente di fronte alla chiesa c’è l’Università di Varsavia, col suo verde campus. Poco oltre si trova il Palazzo Presidenziale, che in questo periodo porta ancora i segni del lutto per la scomparsa della famiglia presidenziale, quindi lumini e candele a go-go, bandiere a mezz’asta e una breve esposizione fotografica. È davvero molto toccante l’affetto che la città ha manifestato verso i personaggi, che dubito fortemente avrebbe paragoni in Italia.

Krakowskie Przedmeście conduce a Plac Zamkowy, col suo Zamek Królewski (Castello Reale, ospita un museo e molto altro) e la sua Kolumna Zygmunta (Colonna di Sigismondo). Proseguendo ulteriormente si entra nella Città Vecchia (Stare Miasto), molto pittoresca, soprattutto per la Piazza del Mercato (Rynek Starego Miasta), al momento zeppa di dehors dei vari ristoranti che si affacciano su di essa. Ancora oltre, passando per il Barbacane, si finisce nella Città Nuova (Nowe Miasto), bella ma meno peculiare rispetto alla precedente. Da segnalare che tutto questo percorso è coperto da un servizio di carrozze trainate da cavalli, anche se noi non ne abbiamo approfittato.

Piuttosto peculiare è anche il Teatr Wielki (Teatro Grande), soprattutto a causa della curiosa entrata, sovrastata da un portico con in cima una statua: il tutto ricorda non poco la Porta di Brandeburgo. Sarà un caso? Mah. Continue reading

3-5-0-1-2-5-Go!

Tra poche ore (la sveglia è alle 2:30, strasigh…) partirò, con pochi ma fidi compari, alla volta di Varsavia, per trascorrere una breve vacanza in occasione del ponte (forzato) del 2 giugno, facendo finalmente contento Giustizio.

Sarà la mia seconda volta in un paese dell’ex blocco comunista (dopo Praga ’97, oppure la terza volendo contare anche Berlino “Est”…), e non vedo l’ora di arrivarci, dato che il particolare stile di questi paesi mi ha sempre attratto. Certo che il tempo che ci attende non è dei migliori… Se poi consideriamo anche l’alluvione che ha messo in ginocchio l’intero paese negli ultimi giorni…

Vabbeh vah, auguratemi buon viaggio, e magari anche un “in bocca al lupo”…

L’Oktoberfestiiiiina col camperiiiiino

Sono reduce da un’Oktoberfest relativamente tranquilla, in cui ho realizzato le seguenti cose:

  • E’ possibile andare e tornare con un camper intero al 100%.
  • Il mio record di 10 litri dell’anno scorso non è facile da eguagliare e/o battere.
  • La famigerata parola che viene dopo Ein Prosit è Gemütlichkeit.
  • L’altra canzone famosa è Viva Colonia (per quanto insensato possa essere), e non Viva, Gloria!
  • Andrò all’Oktoberfest tutti gli anni, finché potrò (Questo, in realtà, l’ho già realizzato due anni fa).
  • Indipendentemente da ciò, è ormai palese come la SukkoTours (coadiuvata, quest’anno, da una GiustizioTours agli esordi) conosca troppo bene la città di Monaco, e quindi vengono un po’ a mancare quel senso di spaesatezza e quel brivido di non sapere bene dove si è e dove andare, che rendono emozionanti i viaggi.
  • Quindi, la SukkoTours ha già deciso che nel Marzo prossimo (periodo tradizionale per l’azienda) organizzerà un viaggio a Berlino.

Maggiori informazioni (e le foto di Monaco) a tempo debito.

PS: Aggiungo un link utile per chi volesse capire cosa sono le canzoni di cui sopra e/o immergersi nell’atmosfera dela festa: cliccate qui.