2010
07.21

Uno dei pallini eterni di SukkoPera è quello di costruirsi un piccolo studio di registrazione, con tanto di mixer, pannelli insonorizzanti, e tutto quel che fa parte, nell’immaginario comune, di una struttura del genere.

Più o meno in concomitanza con lo scorso Natale, basandomi sul presupposto che i Decade avevano ormai preso una piega vagamente seria, ho quindi deciso di iniziare l’opera di trasformazione di quella che era “la stanza della batteria” in qualcosa dall’altisonante nome di “La Stanza del Suono”.

Purtroppo, molto di ciò che è legato alla produzione e alla registrazione della musica ha costi piuttosto elevati: si possono spendere svariate migliaia di Euro per un microfono, e parecchie centinaia per un paio di cuffie, per non tirare in ballo amplificatori e casse. Inoltre, serve anche una discreta quantità di materiale per fare cose in apparenza banali: ad esempio, per registrare una batteria servono almeno tre microfoni, ma meglio cinque o addirittura sette, alcuni dei quali ben specifici. E per collegare sette microfoni servono sette cavi, così come serve un mixer per mescolare i sette segnali. Insomma, a meno di non avere a disposizione un budget elevato, bisogna scendere a compromessi.

Senza quindi velleità di competizione con Abbey Road, l’idea è stata quella di privilegiare il rapporto qualità/prezzo alla qualità e basta, cercando di procurarsi tutta la strumentazione necessaria senza spendere cifre esorbitanti, cercando di dare la precedenza a tutto quanto potesse servire anche per i live dei Decade. Eventuali upgrade verso prodotti di qualità maggiore, possono sempre essere eseguiti in un secondo tempo, anche perché secondo me hanno senso solo quando si è in grado di rendersi conto personalmente dei limiti di ciò che si ha a disposizione.

In quest’ottica, sono stati sicuramente manna dal cielo i prodotti della Behringer: si tratta di un’azienda tedesca che produce un po’ di tutto in campo musicale: dagli strumenti veri e propri alle casse, passando per mixer, microfoni, pedali e mille altre cose. È il caso di premettere che in giro si sente dire “peste e corna” di quest’azienda, accusandola di vendere prodotti di qualità infima, di seguire pratiche commerciali scorrette, di copiare dagli altri senza averne il diritto e tante altre amenità. La mia personale opinione, dopo aver provato un discreto numero di loro prodotti, è che – di solito – la loro qualità sia più che buona per un utilizzo amatoriale o semi-professionale, a fronte di un prezzo che è sempre decisamente inferiore a quello dei concorrenti, rimanendo sempre accessibile. Chi ha tanto da criticare, secondo me lo fa solo perché pretende di avere prodotti al top dei top a prezzi da fame: un po’ come volere la qualità di una Ferrari al prezzo di un ApeCar. Ad ogni modo, un’altra azienda dalle simili caratteristiche è la Proel, ma vedremo tutto caso per caso.

La mia idea, infatti, è quella di scrivere una serie di articoli, parlando di cosa ho acquistato, del perché l’ho acquistato, e, soprattutto, di come l’ho utilizzato. Idealmente vorrei dedicare un articolo ad ogni “settore”, ma solo i posteri sapranno se ci riuscirò effettivamente :). Lo scopo di questa condivisione della mia esperienza è quello di dare qualche dritta a chi come me vorrebbe lanciarsi in questo mondo, nonché quello di ricevere opinioni e consigli su come migliorare quello che faccio da parte di chi ne sa più di me. Del resto, non ho mai seguito nessun corso da fonico, ingegnere del suono o null’altro di simile. Quel che faccio è frutto della mia passione e di svariate letture in rete, oppure di consigli di amici. Per cui ogni commento sarà più che gradito, purché pacato e giustificato. Dico questo perché in giro per la Rete ho visto davvero tanta gente essere insultata gratuitamente, solo perché nell’inesperienza più totale commetteva determinati errori.

A presto per il primo articolo della serie, che tratterà, ovviamente, del mio strumento!

2010
07.11

Tristezza

UNIX, l’appello di SCO. Disperato.

Il morto vivente che rivendica diritti su UNIX riprova a mordere Novell chiedendo nuovi giudizi e – se necessario – nuovi processi. SCO non ha un soldo né un business, ma gli azzeccagarbugli ancora scribacchiano.

Leggete l’articolo intero qua.

2010
07.05

Ormai molti sapranno che tempo fa mi sono dotato di un MacBook. Ovviamente non ci ho messo molto a installarci GNU/Linux, ma ogni tanto mi trovo a dover usare MacOS X, principalmente per gestire il fido iPhone. Credo sia inutile dire che è un ottimo sistema operativo (ovviamente chiudendo un occhio sulla sua non-free-softwarietà…), ma credo anche che dall’avvento di Snow Leopard, la qualità della traduzione italiana sia colata a picco. Durante la sua installazione si presenta infatti una barra di progresso simile alla seguente:

Notate nulla di strano? Cosa vorrebbe dire “Informazioni su 18 minuti”?!? Pensiamoci un po’: “Informazioni su…” probabilmente in inglese era “About” che, guardacaso, vuol dire anche “Circa”, che in questo contesto sarebbe stata una traduzione decisamente più corretta! La cosa sconcertante è che lo screenshot qua sopra l’ho fatto or ora, mentre è in scaricamento l’aggiornamento a MacOS X 10.6.3, il che vuol dire che Apple non si è ancora accorta del bug di traduzione! E quello non è l’unico esempio, perché, tanto per farne un altro, lo screenshot è stato salvato col nome “Schermata 2010-07-05 a 00.07.49″, che non suona esattamente corretto in italiano…

Ora, non so come fossere le traduzioni citate in Leopard, ma non avevo mai notato nulla di strano prima dell’upgrade, per cui… Apple, assumimi (?), ti vengo a curare le traduzioni!

2010
07.01

810 Km in un weekend non sono male, no? Tanta è la strada che la fida Gurtis ha percorso tra venerdì e domenica scorsi, quando una delegazione alessandrina si è recata nella ridente cittadina francese di Gex per fare visita all’ivi emigrato Attilio.

Era la prima volta che la mia macchinina usciva dal territorio italiano, ma se l’è cavata più che degnamente. Allo stesso modo, se l’è cavata bene anche il pilota, che ha agevolmente sguizzato tra le strade piemontesi, valdostane, svizzere e francesi con inattesa nonchalance. Effettivamente, non avere nessuno che sfanala, nessuno che sorpassa a destra, nessuno che cerca di infilarsi in ogni possibile spazio, nessuno che parcheggia in sestupla fila, nessuno che suona il clacson all’impazzata, nessuno che sfreccia a velocità supersoniche, nessuno che sta incollato dietro, nessuno che passa col rosso, ecc… sono tutte cose che non possone che contribuire a fare sentire estremamente a proprio agio uno che è abituato a guidare sulle autostrade italiane e in una città come Torino, anche se in realtà si trova in un Paese mai visitato prima. Il che, tra l’altro, mi ha fatto tornare in mente il tanto simpatico quanto tristemente verosimile video di Bruno Bozzetto che potete trovare qua.

Il motivo per cui Attilio è emigrato da quelle parti con l’intera famiglia è il lavoro: presta infatti servizio nientepopodimeno che al CERN. Ha quindi avuto l’ottima idea di organizzarci una visita guidata presso la struttura, aggregandoci ad un altro gruppo già prenotato. Questo è notevole, perché sono ovviamente in molti a voler visitare il CERN, e quindi i tempi di attesa arrivano addirittura ad un anno! Durante la visita abbiamo avuto modo di prendere confidenza con l’attuale esperimento di punta, ovvero il famoso LHC, vedendone diverse parti e prototipi. Purtroppo il “vero” LHC è off-limits, dato che è in pieno utilizzo, ma in compenso abbiamo visto da vicino altri due acceleratori di particelle, il LEIR, che (tra le varie funzioni che assolve) costituisce il primo stadio di accelerazione delle particelle destinate a LHC, e il LINAC3. La visita è stata molto piacevole, grazie all’ottima preparazione delle guide che hanno spiegato tutto in modo più che comprensibile e, perché no, appassionante, a dispetto delle mie conoscenze di fisica non esattamente approfonditissime (ringrazio per questo i quattro esami di fisica che ho dato “a crocette”). Insomma, il CERN è proprio un bel posticino, con attività molto interessanti ed affascinanti (basta leggere/vedere Angeli e Demoni…), mumble mumble… Ho già detto che per elaborare i dati prodotti da LHC usano una grid, e che questa sarebbe l’applicazione ideale per i miei studi???

Dopo la visita istruttiva, non potevamo non cogliere l’occasione per visitare Ginevra. Non abbiamo potuto vedere molto, ma abbiamo cenato con la fondue e visitato la zona dei locali, oltre che fatto una scontata passeggiata in riva al lago. Infine, l’indomani abbiamo concluso la visita con un picnic sul lago, in una delle tante aree attrezzate e gratuite.

Devo ammettere che questa breve visita mi ha fatto rivalutare la Francia: Gex e le piccole cittadine attorno mi sono piaciute davvero molto. Come Ginevra, sono pulite e ben tenute, nonché colme di spazi verdi. È vero che questa zona è molto ricca, ma vedere posti così non può che fare piacere. L’unica cosa che mi ha un po’ rattristato è l’aver visto davvero poca gente in giro il venerdì sera, ma probabilmente erano tutti a Ginevra ;).

Per i più curiosi, qui c’è l’album con le mie foto, quelle degli altri vi saranno integrate appena possibile. Contiene principalmente foto scattate al CERN e a Ginevra. Tra l’altro, sto lavorando per integrare le foto all’interno del blog, ma è un lavoraccio :(.

Attilio, trema: torneremo presto a trovarti…

http://it.wikipedia.org/wiki/Grid_computing
2010
06.28