Quando, qualche giorno fa, ho visto questo video, sono rimasto assolutamente shockato:
ALAN È TORNATO!!! Purtroppo, lo shock si è ripetuto di lì a poco, quando mi è toccato fare i conti con la dura realtà: Alan è tornato solo temporaneamente (e fugacemente), per partecipare al concerto organizzato per il Teenage Cancer Trust. Ma vediamo di divagare un po’ sul tema: personalmente, sono fortemente convinto che ciò che rese grandi i Depeche Mode fosse la contrapposizione tra Martino (tradizionalista blueseggiante) e Alan (pianista di estrazione classica ma fortemente votato alla sperimentazione) e alla mediazione tra i loro contributi. Quando, 16 anni fa, Alan lasciò il gruppo, entrambi persero qualcosa: Alan iniziò a dedicarsi a tempo pieno al progetto Recoil, con ottimi risultati “sonori”, ma dubito che ci si possa andare al di là dell’apprezzamento, innamorandosi di una sua canzone, mentre Martin, dopo quella fantastica parentesi iniziale che fu Ultra, prese il sopravvento all’interno dei Depeche, monopolizzandone le sonorità e portandoli là dove nessuno avrebbe mai voluto (Penso che un po’ tutti concordino che Exciter e Sounds Of The Universe siano piuttosto imbarazzanti…).
Insomma, il sogno mio e di molti altri fan è che un giorno si rendano tutti conto che la cosa giusta da fare è mettersi alle spalle qualunque cosa abbia causato la “dipartita” di Alan, e tornare insieme per stupirci come facevano una volta. E, devo dire, questa breve intervista pubblicata oggi non può che farmi pensare che, forse, questo sogno non è così lontano dal realizzarsi:
Il video mi sembra molto toccante, per l’intervista in sé, per gli abbracci finali, e per le ovazioni del pubblico: Alan sembra davvero commosso, forse non si aspettava una simile accoglienza, o forse non era semplicemente più abituato a una folla in visibilio (sì, sono arrivato alla V del dizionario!). Gli abbracci mi sembrano sinceri e, uniti alle parole (“long overdue”?), lasciano davvero ben sperare.
The future needs a big kiss
Winds blow with a twist
Never seen a moon like this
Can you see it too?
Night is falling everywhere
Rockets at the fun fair
Satan loves a bomb scare
But he won’t scare you
Hey, sexy boots
Get on your boots, yeah
You free me from the dark dream
Candy floss ice cream
All our kids are screaming
But the ghosts aren’t real
Here’s where we gotta be
Love and community
Laughter is eternity
If joy is real
You don’t know how beautiful
You don’t know how beautiful you are
You don’t know, and you don’t get it, do you?
You don’t know how beautiful you are
That’s someone’s stuff they’re blowing up
We’re into growing up
Women of the future
Hold the big revelations
I got a submarine
You got gasoline I don’t want to talk about wars between nations
Not right now
Hey sexy boots…
Get on your boots, yeah
Not right now
Bossy boots
You don’t know how beautiful
You don’t know how beautiful you are
You don’t know, and you don’t get it, do you?
You don’t know how beautiful you are
Hey sexy boots
I don’t want to talk about the wars between the nations
Sexy boots, yeah
Let me in the sound
Let me in the sound
Let me in the sound, sound
Let me in the sound, sound
Meet me in the sound
Let me in the sound
Let me in the sound, now
God, I’m going down
I don’t wanna drown now
Meet me in the sound
Let me in the sound
Let me in the sound
Let me in the sound, sound
Let me in the sound, sound
Meet me in the sound
Get on your boots
Get on your boots
Get on your boots
Yeah hey hey
Questo è il testo di Get On Your Boots. Dalle parole che ho evidenziato si direbbe che un’evoluzione sia davvero imminente. Come ho avuto modo di dire brevemente in qualche commento, il pezzo a me piace molto, nonostante la sensazione di già sentito che pervade un po’ musica e testo (vuoi il chaki-chaki alla Vertigo della chitarra durante la strofa, vuoi il ritornello con parole simili a City of Blinding Lights).
Per chi ancora non l’avesse sentita, la canzone è ascoltabile gratuitamente a questo indirizzo. Per chi, invece, volesse suonarla, qua c’è una tablatura per chitarra di buona qualità.
MUSICA: U2, DA LUNEDI’ IN RADIO NUOVO SINGOLO ‘GET ON YOURS BOOTS’
Roma, 14 gen. – (Adnkronos) – “Get On Your Boots” e’ il titolo del nuovo singolo degli U2 che da lunedi’ 19 gennaio sara’ in programmazione su tutte le radio italiane. Il singolo e’ il primo estratto da “No Line On The Horizon”, il nuovo album della band di Bono Vox di prossima uscita.
Scritto e registrato in diversi studi, “No Line On The Horizon” e’ il dodicesimo album di studio e segue il successo mondiale di “How To Dismantle An Atomic Bomb”, pubblicato alla fine del 2004 e che ha venduto nove milioni di copie.
Le registrazioni di “No Line On The Horizon” sono cominciate a Fez in Marocco lo scorso anno. Sono proseguite a Dublino nello studio della band, a New York presso il Platinum Sound Recording Studio e sono state completate all’Olympic Studio di Londra. L’album e’ prodotto da Brian Eno e Danny Lanois con la collaborazione di Steve Lillywhite.
Partendo dal presupposto che peggio di All That You Can’t Leave Behind non può essere, e che quelli di How To Dismantle An Atomic Bomb non erano certo gli U2 che vorrei sentire, mi sento fiducioso per questo nuovo disco: il titolo non mi fa impazzire, ma del resto anche Achtung Baby! come titolo non mi diceva granché. Mi auguro, insomma, che si ripeta quanto successo nel ‘91, quando gli U2 si reinventarono dopo due dischi mediocri (Ricordo che io non impazzisco per The Joshua Tree e Rattle And Hum, evitate commenti in merito, grazie), con risultati a dir poco straordinari. Ora abbiamo altri due dischi mediocri, speriamo che quel trio di produttori (una garanzia) faccia loro seguire un nuovo miracolo.
PS per Claudio. Prometto che metterò da parte ogni pregiudizio e valuterò questo disco serenamente .
Qualche giorno fa mi trovavo alla deriva senza speranza né meta nel MediaWorld locale (avevo un appuntamento dopo il lavoro e, in piena conferma delle leggi di Murphy, l’unica volta che dovevo fermarmi fino a tardi sono stato obbligato a uscire prima…), quando sono caduto in pieno in una trappola tesa sicuramente apposta per me dal commesso del reparto musica (e penso anche di conoscerlo): tra i dischi (e parlo di vinili 33 giri) ce n’è uno che risplende di luce propria: lui, l’immenso Violator. Tutto succede in pochi secondi: io lo guardo, lui mi guarda. Io mi avvicino a lui, lui si avvicina a me. Io lo prendo tra le mie braccia, lui prende me tra le sue. Infine, da lì a poco usciamo insieme dal negozio, mano nella mano.
16.90 € cambiano invece residenza, e si trasferiscono dalle mie tasche alle capienti casse del locale, ma non importa: I still believe in love at first sight…
È un po’ che non scrivo, anche se avrei molte cose da dire, forse troppe, ma sento di dover mettere tutto da parte per onorare quel poco che posso la memoria di qualcuno che ieri ci ha lasciati:
The man who signed Joy Division, Happy Mondays passes away
Anthony H. Wilson, co-founder of Factory Records, has died of a heart attack today (August 10) at the age of 57.
Wilson is best known for signing legendary bands including Joy Division and New Order to his label, and as owner of the Hacienda nightclub in Manchester.
He played a key role in the Madchester scene of the late 1980s and early 1990s, signing the Happy Mondays.
Wilson passed away on this evening in the hospital after suffering a heart attack that his doctor said was unrelated to his recent battle with cancer.
Professor Robert Hawkins, his doctor at Christie hospital, told the Guardian: “It’s very sad. He died as a result of something unrelated to his cancer. His cancer was responding well to treatment but obviously did contribute to his poor health”.
Ciao, Tony, sono contento di avere avuto il piacere almeno di vederti, una volta.