Registrare la batteria – Terza parte

In questa terza parte ci occuperemo di disporre al meglio i microfoni panoramici, in modo da ottenere la miglior registrazione possibile.

Innanzitutto, chiariamo che gli scopi dei panoramici sono molteplici:

  • Registrare i suoni prodotti da piatti e altre percussioni non microfonate direttamente.
  • Registrare il suono “d’insieme” della batteria.
  • Registrare la “spazialità” della batteria, conferendo un effetto stereo alla registrazione.

Sul primo punto c’è poco da dire, mi sembra abbastanza scontato. Il secondo è già più interessante: infatti, come ho accennato in un altro articolo, il microfono applicato direttamente ad un tamburo tende a catturare soprattutto quelle frequenze prodotte dalle vibrazioni della pelle, lasciando ben poco spazio al suono prodotto dal fusto, e tendendo a far suonare uguali tutte le batterie. Se questo può essere piacevole per chi ha una batteria economica ( :)), è chiaro che molti vorrebbero andare oltre, per cui sono state sviluppate parecchi tecniche per disporre i panoramici, ognuna con i suoi pro ed i suoi contro. Il terzo punto serve a dare l’impressione, quando si ascolta una registrazione, di trovarsi proprio di fronte alla batteria, creando quello che si chiama panorama stereo, in cui il suono di ogni tamburo occupa la stessa posizione in cui si trova fisicamente.

La configurazione dei panoramici più classica è sicuramente quella in cui essi vengono montati in alto, ai lati della batteria, e orientati verso il centro di questa, o un po’ più verso l’esterno:

OverheadsAB

Idealmente, i microfoni dovrebbero trovarsi ad un’altezza dai tamburi compresa tra i 30 ed i 60 cm, e distanti tra di loro tra i 90 ed i 180 cm. Questo setup viene denominato Spaced Pair (oppure A/B), è davvero comune e lo vedrete utilizzato spesso. Tuttavia, presenta alcuni problemi: innanzitutto, se pensiamo di creare un effetto stereo assegnando il microfono destro al canale destro ed il microfono sinistro al canale sinistro (operazione detta panning), otterremo che il rullante sarà leggermente spostato a sinistra (o a destra se il batterista è mancino), dato che il rullante non si trova fisicamente al centro del set, risultando più vicino al microfono di sinistra, che quindi ne cattura il suono con maggior intensità. Dovrebbe essere abbastanza ovvio che per risolvere questo problema bisognerà trovare un piazzamento in cui i microfoni sono equidistanti dal rullante.

Il secondo problema è un po’ più complicato da capire: quando suoniamo, ad esempio, il timpano, il suono che questo produce giunge ai due panoramici in istanti diversi, dato che questi si trovano a distanze diverse (e che la velocità del suono è finita. Scusate, ma ci voleva un tocco da ingegnere :p). Sebbene la differenza di tempo sia troppo bassa per essere percepita, è probabile che il segnale arrivi ai due microfoni con una fase diversa:

Overhead Out-of-phase

Ora, se non lo capite, prendetelo per buono (e se lo capite, perdonate la scarsa rigorosità), ma la fisica ci insegna che sommando due segnali con fasi diverse, il segnale risultante ha un ampiezza minore dei segnali originali, ovvero questi vengono attenuati. Questo non è sicuramente quello che vogliamo, anche perché l’attenuazione sarà diversa per ogni pezzo della batteria, e il mix finale suonerà a volumi bassi e variabili! Anche se ci sono dei modi per correggere questo tipo di problemi (tipo invertire i fili hot e cold da un lato del cavo, invertendo così la fase del segnale trasportato), possiamo aggirarli cambiando ancora una volta il piazzamento dei microfoni. Ad esempio, vediamo il Coincident Pair, detto anche X/Y:

In questa disposizione, i microfoni vengono montati insieme su un’unica barra, con le membrane molto vicine e angolati tra loro di circa 90°. Dato che i microfoni sono praticamente equidistanti da tutti i pezzi della batteria, i problemi di fase sono scongiurati sul nascere. Piazzando poi opportunamente l’asta, possiamo riuscire a portare il rullante nel centro del panorama stereo, risolvendo così tutti i nostri problemi. Il problema di questa tecnica è che tende a portare un po’ tutto al centro del suono, riducendo fortemente l’effetto stereo.

Una soluzione simile, che risolve in parte questo problema, è la ORTF, che prende il nome dalla Radio Francese presso i cui studi fu inventata:

Piazzamento ORTF

In questa soluzione, i microfoni vengono montati su un’unica barra, ad un angolo di 110° e con una distanza tra le capsule di 15 cm. Questa rigorosità è dovuta al fatto che il setup cerca di replicare le caratteristiche delle orecchie di un essere umano, e per questo suona estremamente naturale. Il campo stereo che ne risulta è buono, anche se non ampio come con la tecnica A/B. È comunque una tecnica molto utilizzata, perché non presenta problemi di fase, data nuovamente la vicinanza tra i microfoni.

Quelle esaminate finora sono le tecniche più famose. Ne esistono ancora altre che cercano di massimizzare il suono ottenibile dai panoramici, cercando di registrare tutti i pezzi della batteria nel modo migliore, al fine di fare completamente a meno dei microfoni dedicati per ogni tamburo. Una piuttosto particolare è quella denominata Recorderman, dal nome di colui che la rese popolare sul forum di recording.org. I microfoni vanno disposti seguendo le seguenti istruzioni (scritte per chi è destro, i mancini invertano):

  1. Sedersi alla batteria come per suonarla.
  2. Piazzare il panoramico di sinistra direttamente sopra al rullante, alla distanza di due bacchette da batteria tenute una sull’altra. Puntarlo verticalmente, verso il centro del rullante.
  3. Continuando a tenere un estremo delle bacchette unite al centro del rullante, portare l’altro estremo sopra la propria spalla destra. Piazzare lì il panoramico destro, puntandolo verso il rullante.
  4. Affinare il piazzamento usando un cavo da microfono (ma anche da chitarra va bene :p), misurando che la distanza dal centro della cassa ai due panoramici sia la stessa.
  5. Regolare i volumi in modo che il rullante abbia la stessa intensità in entrambi i panoramici.
  6. Registrare un pezzo e riascoltarlo  con un paio di cuffie. Se la cassa non è completamente centrata nel panorama stereo, cambiare l’orientamento del panoramico destro e ripetere l’operazione.

Per chi non avesse ben compreso il procedimento, ecco un video che dovrebbe chiarire le idee:

In sostanza, questo metodo sfrutta alcuni oggetti che sicuramente un batterista che vuole microfonare il proprio strumento ha a disposizione, come un paio di bacchette e un qualunque cavo, per piazzare i panoramici in modo che siano equidistanti da cassa e rullante, in modo da evitare problemi di fase, e facendoli risultare al centro del panorama stereo. Questa disposizione asimmetrica fa poi sì che, assegnando il microfono destro al canale destro (panning completamente a destra), e il microfono sinistro al canale sinistro (panning completamente a sinistra), il resto dei pezzi della batteria risulti al posto giusto nel panorama stereo. Ma il più grosso pregio di questo sistema è che usando solo i due panoramici e un microfono per la cassa, si ottiene una buona sonorità per tutti i pezzi della batteria, risparmiando microfoni, cavi, tempo (una volta capito il metodo, lo si realizza in 5 minuti scarsi) ed entrate del mixer, cosa da non sottovalutare quando non si ha a disposizione un mixer con dozzine canali.

Un ultimo metodo piuttosto fantasioso per disporre i panoramici è quello concepito da Glyn Johns, l’ingegnere del suono di musicisti del calibro di Led Zeppelin, Eric Clapton e di molta altra gente che ha fatto la storia. Tale metodo è molto ben illustrato a questo link (dove trovate anche un PDF scaricabile) ma vediamo rapidamente come funziona: il primo panoramico va piazzato di fronte al batterista, a 90 – 100 cm sopra il rullante, puntato in basso verso il pedale della cassa. Il secondo va messo alla destra del batterista, 10 – 15 cm sopra il timpano, puntato verso l’hi-hat. Piazzati i microfoni, bisogna misurare la distanza di questi dal centro del rullante (anche qua un cavo va benissimo), e spostarli finché tale distanza non è la stessa per entrambi. Il primo microfono può essere assegnato al canale sinistro, mentre il secondo al destro, entrambi con panning totale. Questo metodo funziona meglio se per i panoramici si usano microfoni a diaframma largo, come gli Audio Technica AT2020 (99 Euro su strumentimusicali.net). Con l’aggiunta di un microfono per il rullante e di uno per la cassa (piazzati con le solite raccomandazioni), il metodo di Glyn Johns produce un suono molto aperto e potente, simile a quello di John Bonham, guardacaso :).

Come al solito, propongo un link per i coraggiosi, dove viene presentata una versione ulteriormente raffinata di questo metodo :).

Un’ultima precisazione che va fatta è che il suono ripreso dai microfoni panoramici è sempre fortemente influenzato dall’acustica della stanza, per cui l’ideale sarebbe avere a disposizione una stanza piuttosto grossa, e provare a piazzare la batteria in vari punti, per trovare quello che produce il suono migliore (dovrebbe essere vicino al centro, ma non nel centro esatto). Inutile dire che un bravo batterista, che picchia il giusto, non farebbe male ;).

Tirando le somme, si può dire che non esiste un metodo “giusto” di piazzare i panoramici. Questo varia in base alla configurazione della stanza, ai microfoni a disposizione, nonché al gusto personale. L’ideale è, come sempre, provare, cambiare, provare, ricambiare e riprovare, magari sperimentando proprie idee, fino a quando non si è soddisfatti del risultato. Per quanto mi riguarda, al momento sto apprezzando particolarmente il metodo Recorderman, e vorrei sperimentarlo dal vivo, soprattutto nell’ottica di risparmiare ingressi sul piccolo mixer che abbiamo a disposizione.

Chiudo con due link. Il primo è un articolo ufficiale della Shure, che illustra le modalità di disposizione dei panoramici più classiche. Il secondo è una comparazione rigorosa in cui, utilizzando la stessa batteria, la stessa stanza e gli stessi microfoni, si mettono a confronto sette tecniche.

E con questo ho terminato anche l’articolo sui panoramici. Non ho ancora deciso di cosa trattare nel prossimo, ma rimanete sintonizzati :). Mi piacerebbe postare qualche esempio audio!

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