Registrare la batteria – Prima parte

Ovviamente, non potevo non iniziare la serie di articoli dedicati alla Stanza del Suono se non con un articolo sul mio strumento, anche perché, registrare una batteria in modo decente è una delle prime cose che ho cercato di fare.

Si tratta, purtroppo, di una delle parti più complicate dell’intero processo di registrazione, dato che in pratica si tratta di uno strumento composto da tanti strumenti, ognuno dei quali non deve essere sovrastato dagli altri, ma, allo stesso tempo,  il suono complessivo deve risultare naturale. Per di più i singoli strumenti sono molto diversi l’uno dall’altro (pensate alle frequenze prodotte dalla grancassa ed a quelle prodotto dai piatti), per cui si dovrebbe intuire facilmente che, per fare un buon lavoro, serve un certo numero di microfoni, ognuno dei quali specializzato a seconda del suono che deve registrare.

Per il rullante, i tom ed i timpani si usano solitamente microfoni dinamici. Data la vicinanza dei pezzi, al fine di evitare che un microfono registri i suoni degli altri tamburi, questi microfoni devono essere cardioidi. Senza scendere troppo nei dettagli (per cui vi rimando a Wikipedia), ciò significa che questi microfoni devono catturare unicamente il segnale che proviene di fronte alla membrana, attenuando fortemente quelli provenienti da altre direzioni. Il microfono più utilizzato in questo contesto è sicuramente il mitico Shure SM57 (ne sentirete parlare spesso), dal costo di circa 100 Euro.

Per quanto riguarda la cassa, il microfono ideale è sempre dinamico, ma deve essere specializzato per questo scopo, sia per le forti pressioni sonore a cui viene sottoposto (solitamente si inserisce all’interno della cassa stessa, mediante un buco nella pelle frontale), sia perché deve essere in grado di registrare adeguatamente frequenze molto basse (sotto i 60 Hz), che i microfoni normali distorgono e/o attenuano molto. Due microfoni molto utilizzati per la cassa sono l’AKG D112 (~ 150 Euro) e lo Shure Beta 52 (~ 200 Euro).

Oltre a quelli citati finora, si utilizzano solitamente anche due microfoni panoramici, così chiamati perché vengono posizionati in alto e registrano l’intero panorama sonoro prodotto dalla batteria. Questo serve innanzitutto a registrare i piatti, ma anche a registrare il suono “aperto” della batteria, ovvero quello prodotto dai fusti, dato che i microfoni applicati ad ogni tamburo tendono a registrare soltanto il suono prodotto dalle pelli. Dato che vengono piazzati piuttosto lontano, questi microfoni devono essere molto sensibili, e quindi si usano solitamente microfoni a condensatore, invece che dinamici, data la loro maggiore sensibilità. Microfoni di questo tipo molto utilizzati sono gli AKG C 1000 S (~160 Euro). Un’ulteriore particolarità dei microfoni a condensatore è che richiedono di essere alimentati, per funzionare. Per questo scopo si utilizza un tipo di alimentazione detta “fantasma” (phantom power), che si può fornire tramite alimentatori appositi, oppure direttamente dal mixer, se questo lo supporta.

A questo punto dovreste aver capito che, volendo comprare tutti i microfoni sopracitati separatamente, la spesa si impenna rapidamente. Per risparmiare, esistono in commercio kit di microfoni per batteria che contengono già tutto il necessario. Si trovano sul mercato kit da 5, 7, 8 o anche più microfoni, che spaziano un po’ in tutte le fasce di prezzo. Diciamo che un kit minimo decente dovrebbe costare attorno ai 250 euro, e per l’home recording va più che bene.

Una volta trovati i microfoni, come posizionarli? Per i microfoni di rullante e tom si possono usare aste normali, ma la cosa più comoda è costituita da appositi supporti (detti “a collo d’oca”) che permettono di agganciare i microfoni ai tamburi, fissandoli al cerchio. I microfoni più costosi prevedono già un aggancio simile integrato nel corpo. Una volta montati, vanno orientati verso un punto a piacere, tenendo presente che il suono guadagnerà attacco (orientandolo verso il centro della pelle) o armonici (verso il bordo del tamburo). Il microfono della cassa viene solitamente piazzato all’interno della cassa stessa, usando un’asta normale o, più comunemente, una di quelle corte “da tavolo”, ovviamente appoggiandola per terra. L’orientamento dovrebbe essere verso il battente, per dare più attacco al suono. Infine, per i panoramici, servono obbligatoriamente due aste, ma non c’è un modo unico per orientarli. La cosa più semplice e comune è quella di piazzare le aste ai lati della batteria, puntando i microfoni grossomodo verso il centro del rullante o più verso il basso. Tuttavia ci sono altre tecniche, ma sono piuttosto lunghe da descrivere, per cui cercherò di dedicare un articolo a parte a questo argomento.

E con questo si chiude il primo articolo dedicato alla “teoria” della registrazione di una batteria. Nel prossimo vedremo nello specifico quale strumentazione mi sono procurato io e come la utilizzo. Nel frattempo vi lascio un paio di link: qui c’è una breve guida su come piazzare i microfoni, con dei bei disegni esplicativi. Qui, invece, c’è la bibbia della batteria, con un’eccellente sezione sulla registrazione, in cui troverete tutto quel che serve sapere, e molto di più. Molto di quello che ho imparato io viene da lì, per cui… :).

3 thoughts on “Registrare la batteria – Prima parte

  1. Wow… Fiko!!! E’ molto interessante leggerti, davvero! Quando in tempi, ormai remotissimi, io suonavo, la batteria era sempre microfonata, in maniera come dire “random”… :-).
    Mi ricordo di una registrazione di un demo (in tempi in cui, registrare un demo era una cosa che faceva ancora dire “fiko!! Hai registrato un demo…!!”) in cui, come supporto dei microfoni, sono state usate le aste di legno usante per le piante di pomodoro…
    Puoi immaginare la qualità del suono, la quantità di vibrazioni, rimbombi e quant’altro captate da quei microfoni…
    Ehhh… Adesso che sono un chitarrista “in pensione”, (ma pur sempre “schitarrante”… :-) ) ti leggo con una punta di invidia… :-).
    Ti seguirò!! Puntata dopo puntata…
    Spero che la cosa non si limiti alla batteria…!!
    Ciao!
  2. …Azz… Pensavo che ci fosse la modalità “anteprima” per il commento… E invece no… Non l’ho riletto e ho fatto un errore… Che tristezza… Detesto postare cose sgrammaticate… :-/…
  3. Non ti preoccupare per l’errorino, capita!

    Mi fa piacere che almeno tu legga ed apprezzi! Mi sono buttato in questa cosa senza saperne più di tanto, ma commenti come il tuo sicuramente mi invogliano a continuare. Molto folkloristica la storia delle canne da pomodori, effettivamente non ci avevo pensato! Ora i miei tre lettori sapranno anche come risparmiare sulle aste! ;)

    Presto ci sarà un post sulla registrazione della chitarra, non temere! Così come uno sul basso e uno sulla voce. Ma prima ancora qualcuno su ORTF, Recorderman e Glyn Johns :D.

    PS: Ma perché non torni a suonare? È un peccato che un musicista come te rimanga “inutilizzato”!

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