2009
01.15

MUSICA: U2, DA LUNEDI’ IN RADIO NUOVO SINGOLO ‘GET ON YOURS BOOTS’

Roma, 14 gen. – (Adnkronos) – “Get On Your Boots” e’ il titolo del nuovo singolo degli U2 che da lunedi’ 19 gennaio sara’ in programmazione su tutte le radio italiane. Il singolo e’ il primo estratto da “No Line On The Horizon”, il nuovo album della band di Bono Vox di prossima uscita.

Scritto e registrato in diversi studi, “No Line On The Horizon” e’ il dodicesimo album di studio e segue il successo mondiale di “How To Dismantle An Atomic Bomb”, pubblicato alla fine del 2004 e che ha venduto nove milioni di copie.

Le registrazioni di “No Line On The Horizon” sono cominciate a Fez in Marocco lo scorso anno. Sono proseguite a Dublino nello studio della band, a New York presso il Platinum Sound Recording Studio e sono state completate all’Olympic Studio di Londra. L’album e’ prodotto da Brian Eno e Danny Lanois con la collaborazione di Steve Lillywhite.

Partendo dal presupposto che peggio di All That You Can’t Leave Behind non può essere, e che quelli di How To Dismantle An Atomic Bomb non erano certo gli U2 che vorrei sentire, mi sento fiducioso per questo nuovo disco: il titolo non mi fa impazzire, ma del resto anche Achtung Baby! come titolo non mi diceva granché. Mi auguro, insomma, che si ripeta quanto successo nel ’91, quando gli U2 si reinventarono dopo due dischi mediocri (Ricordo che io non impazzisco per The Joshua Tree e Rattle And Hum, evitate commenti in merito, grazie), con risultati a dir poco straordinari. Ora abbiamo altri due dischi mediocri, speriamo che quel trio di produttori (una garanzia) faccia loro seguire un nuovo miracolo.

PS per Claudio. Prometto che metterò da parte ogni pregiudizio e valuterò questo disco serenamente ;).

2009
01.10

Chi pensava (me compreso) che le mie sventure con Trenitalia fossero giunte al termine si sbagliava. Quel che segue è un rapido riassunto di quel che mi è successo ieri.

Andata: Il regionale delle 7.08 (2513) arriva a destinazione con 25 minuti di ritardo, qualcuno in più dei canonici 20. Arrivo in ufficio alle 9.28.

Ritorno: Prendo l’Intercity delle 19.05 (663), contento perché è venerdì e il weekend mi aspetta. Al momento della partenza, la capatreno annuncia che questa avverrà 15 minuti di ritardo, causa una lieve mancanza: quella del locomotore. L’intero treno (piuttosto affollato) emette mugugni di disapprovazione, mentre io spero che almeno una coincidenza mi aspetti a Voghera. La speranza muore dopo questi 15 minuti, quando viene annunciato che ne saranno necessari ulteriori 15 per l’attesa del locomotore. Partiamo da Milano Centrale alle 19.44, con 39 minuti di ritardo. Ovviamente non è concepibile che un treno italiano non accumuli ulteriore ritardo durante il viaggio, e quindi quando arriviamo a Voghera sono le 20.46: 57 minuti dopo l’orario programmato. Memore del qui pro quo del giorno precedente, questa volta mi sono mosso prima, andando preventivamente dalla capatrena dell’Intercity e pregandola di trovarmi una concidenza per tornare a casa. La tipa, almeno, è stata gentile e, con un paio di telefonate, ha ottenuto il permesso per noi diretti ad Alessandria di prendere l’Eurostar delle 20.49 senza bisogno di supplemento. Già, 20.49, 3 soli minuti dopo l’arrivo a Voghera! Per questo corro subito a cercare un monitor per individuare il binario su cui recarmi per il cambio treno, e scopro che l’Eurostar ha 20 minuti di ritardo. Morale: arrivo a casa dopo le 22, ossia 4 ore dopo che sono uscito dall’ufficio. Per la cronaca, il ritardo del 663 è poi rimasto costante, ed il treno è arrivato alla destinazione finale (Genova Brignole) con i 57 minuti di ritardo che già aveva a Voghera, giusto 3 minuti prima che i viaggiatori avessero diritto al rimborso del biglietto.

Sto mettendo in piedi un piccolo progetto per palesare la costante squallidità del servizio. Spero di riuscire a finirlo nel weekend. Stay tuned.

2009
01.09

Odio l’idea che il primo post dell’anno riguardi Trenitalia, ma ritengo giusto denunciare l’ennesima presa in giro di questa “azienda”, se così si può chiamare.

Premessa: il mio pellegrinaggio quotidiano in quel di Milano avviene con il regionale delle 7.08 al mattino (2513), e con l’Intercity delle 19.05 per il ritorno, però solo fino a Voghera, dove trasbordo sul regionale delle 19.57 per tornare ad Alessandria. Altri treni che mi tornano utili sono il regionale delle 18.35 da Milano Centrale (2671), comodo quando riesco ad uscire con un po’ di anticipo, ed altri regionali che partono/arrivano da/a Milano Porta Genova, e che percorrono quindi la tratta via Mortara, fondamentali qualora perdessi uno dei precedenti.

Date le circostanze, a dicembre mi ero dotato di abbonamento mensile standard Alessandria – Milano via Voghera (€ 74,80), di Autorizzazione due vie per poter prendere i treni via Mortara (gratuita, dato che la via Voghera è più cara di quella Mortara) e, infine, di Carta d’ammissione Intercity mensile unidirezionale Milano – Voghera (€ 17,50). Con poco più di una novantina di euro – prezzo tutto sommato accettabile – riuscivo quindi a soddisfare tutte le mie necessità di movimento.

Fine della premessa. Chi è interessato ai fatti dovrà leggere l’articolo intero…

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