Nothing changes on New Year’s Day

Odio l’idea che il primo post dell’anno riguardi Trenitalia, ma ritengo giusto denunciare l’ennesima presa in giro di questa “azienda”, se così si può chiamare.

Premessa: il mio pellegrinaggio quotidiano in quel di Milano avviene con il regionale delle 7.08 al mattino (2513), e con l’Intercity delle 19.05 per il ritorno, però solo fino a Voghera, dove trasbordo sul regionale delle 19.57 per tornare ad Alessandria. Altri treni che mi tornano utili sono il regionale delle 18.35 da Milano Centrale (2671), comodo quando riesco ad uscire con un po’ di anticipo, ed altri regionali che partono/arrivano da/a Milano Porta Genova, e che percorrono quindi la tratta via Mortara, fondamentali qualora perdessi uno dei precedenti.

Date le circostanze, a dicembre mi ero dotato di abbonamento mensile standard Alessandria – Milano via Voghera (€ 74,80), di Autorizzazione due vie per poter prendere i treni via Mortara (gratuita, dato che la via Voghera è più cara di quella Mortara) e, infine, di Carta d’ammissione Intercity mensile unidirezionale Milano – Voghera (€ 17,50). Con poco più di una novantina di euro – prezzo tutto sommato accettabile – riuscivo quindi a soddisfare tutte le mie necessità di movimento.

Fine della premessa. Chi è interessato ai fatti dovrà leggere l’articolo intero…

Qualche giorno fa mi presento allo sportello della stazione per rinnovare il bigliettame per questo mese. Lì, un gentile signore (Una volta tanto! L’ho già nominato mio bigliettaio di fiducia!) mi informa che, col nuovo anno, Trenitalia ha pensato bene di eliminare la Carta d’ammissione Intercity. Le alternative che mi prospetta sono le seguenti:

  1. Pago 150 euro (!) per una sorta di Carta d’ammissione Intercity annuale, che mi permetterebbe di prendere tutti gli Intercity che voglio con un biglietto normale (Uhm, déjà vu… IC Pass, anyone?), e poi ogni mese faccio il semplice abbonamento standard.
  2. Faccio l’abbonamento standard, e ogni giorno mi compro a parte il supplemento Intercity.
  3. Divido l’abbonamento in due parti: la prima per la tratta regionale Alessandria – Voghera, e la seconda per quella Intercity Voghera – Milano.

Tralasciamo il fatto che il tipo sostiene (spero ironicamente) che questa rivoluzione sia stata concepita per agevolare noi pendolari. Contando che questo mese dovrebbe essere l’ultimo che mi vede impegnato a Milano, la prima soluzione mi pare decisamente esagerata. La seconda sarebbe anche fattibile… Se solo avessi il tempo materiale di fare il supplemento quotidianamente (forse non avete idea della coda che c’è SEMPRE nella biglietteria della stazione Centrale…). Mi tocca optare, quindi, per la terza. Peccato solo che la cosa mi venga a costare circa 40 + 80 = 120 euro! Vale a dire un aumento del 35%! Vabbe’, in fondo si tratta solo di un mese, amen. Non fosse che, a questo punto, emerge un nuovo dilemma: dato che l’abbonamento non è più “unico”, l’Autorizzazione due vie vale ancora? Per scoprire ciò, il tipo interroga svariati colleghi, ma non riesce a giungere ad una risposta. Mi invita quindi a ripassare il giorno dopo, quando ci sarebbe stato un ulteriore collega, più informato.

Mi ripresento, quindi, il giorno dopo. Del bigliettaio di fiducia non c’è traccia, e in compenso finisco da uno di quelli più scortesi che abbia mai incontrato. Gli spiego il mio problema per filo e per segno, non scordando di menzionare che ho già parlato assai coi suoi colleghi il giorno prima, ma lui mi propone solo la prima soluzione, con tono estremamente scocciato e sbrigativo. Gli espongo quindi io le alternative e, dopo parecchia insistenza, lo convinco a consultarsi coi colleghi. Ovviamente, salta fuori che nessuno è ancora in grado di chiarire il dubbio del giorno precedente. Decido quindi di lasciare perdere la “via alternativa”, sperando di non averne mai bisogno, e opto per la soluzione “sdoppiata”. Ma figuriamoci se poteva essere così facile.: Mr. Scortesia mi fa notare che, per qualche ragione non meglio precisata, ma che sprizza sicuramente logica e genialità da tutte le parti, l’abbonamento Intercity non vale sui treni regionali!!! A questo punto si ode il tonfo dei miei testicoli sul pavimento. L’unica soluzione, secondo lui, è unire ai due un terzo abbonamento regionale Voghera – Milano, per altri 50 euro circa. Ma ceeeeeerto!!! Come no!!! A sto punto perché non fare un abbonamento per tutta la rete nazionale, con magari anche qualche estensione internazionale?! Complimenti a Trenitalia per le nuove misure agevolanti! Per le sue tasche, forse!!!

Raccolgo i testicoli per la seconda volta, armandomi di ulteriore insistenza, e salta fuori che FORSE si può estendere l’abbonamento Intercity in modo da comprendere anche i regionali, pagando un sovrapprezzo del 5%. Dico che va bene, basta che chiudiamo in qualche modo questa faccenda, e il tipo mi prepara un biglietto scritto a mano (che tristezza) con tutto quanto accordato.

Morale: ho speso 134,30 euro (un aumento del 50%!!!), e ho perso il diritto di passare via Mortara. Ebbrava Trenitalia.

Ma se pensate che finisca qui vi sbagliate… Oggi è stato il mio primo giorno di lavoro del 2009. A dire il vero, doveva essere ieri, ma la copiosa neve che ha letteralmente invaso Piemonte e Lombardia mi ha convinto a prolungare le mie ferie di un giorno (con estremo dispiacere, ih ih ih :p). All’andata, tutto sommato, le cose non sono andate troppo male: solo 20 minuti di ritardo, che sono più o meno gli stessi che il treno matura 4 giorni su 5 anche quando il tempo è più clemente.

Per il ritorno, scelgo di uscire un po’ prima dall’ufficio, per prendere il 18.35, al fine di evitare rallentamenti e/o casini vari dovuti alla neve (alla nevicata precedente, il 19.05 ha maturato 70 minuti di ritardo…). Peccato che il suddetto treno non accenni a partire. Quando sono le 19.00, quindi, decido di traslare sul 19.05, “che è un Intercity e quindi fa prima”. Giusto il tempo di salirci, per vedere finalmente partire il 18.35 dal finestrino :(. E questa è stata una mossa geniale: dato che il 19.05 parte subito dopo, subisce un fantastico “effetto tappo” dal 18.35, facendo sì che arriviamo a Voghera con soli 40 minuti di ritardo!

Ovviamente, nessuna delle possibili coincidenze ha aspettato così tanto, per cui mi ritrovo fantasticamente piantato a Voghera. Gli unici treni utili per Alessandria sono l’Eurostar delle 19.49, già in ritardo di 10 minuti, e il regionale delle 22.14. Ovviamente il secondo è improponibile, quindi opto per il primo. Dato il mio status di onesto cittadino, rimango per un po’ nel dubbio se pagare il supplemento o meno. Ovviamente non vorrei, dato che non ho scelto io di prendere quel treno e, anzi, ne avrei fatto volentieri a meno, but when I say “onesto” I should say “naive”. Il dubbio si dissipa appena noto che la biglietteria è chiusa, e l’unica macchinetta della stazione è “momentaneamente fuori servizio”. Così, sempre data la mia onestà, appena il treno arriva, approccio il capotreno per esporgli il problema. Questi mi risponde che ovviamente posso prendere il suo treno, ma che altrettanto ovviamente lui mi farà pagare l’opportuno supplemento. Al che oppongo un netto rifiuto, facendogli notare che non ho nemmeno alternative, e salgo sul treno.

Il tipo mi risponde che la cosa non dipende né da lui, né da me, e questo lo posso anche capire. Sarei pronto a far valere il mio punto di vista anche “più in alto”, ma la speranza è che lui tiri fuori un po’ di buon senso e lasci correre. Così, in effetti, succede, e alle 21.30 giungo finalmente al focolare domestico.

Grazie, Trenitalia. Dopo quasi 10 anni di dipendenza dai treni, mi meritavo sicuramente tutto questo. Mi chiedo quando farai la fine di Alitalia.

5 thoughts on “Nothing changes on New Year’s Day

  1. Il problema è che ti ostini a voler tornare al “focolare domestico”. Comprati l’abbonamento per un vagone letto sul Milano-Napoli e sei a posto.
  2. Certo! E’ geniale avere una parte della rete all’avanguardia e il restante 99% che fa schifo… Adesso posto quel che ho dovuto patire ieri.
  3. sono una viaggiatrice ma sicuramente morirò su un treno.. visto che circa il 50% della mia vita è stata su una lurida carrozza delle ferrovie..per necessità di lavoro e prezzi abbordabili anche.. ma gli animali viaggiano meglio.. e nessuno può negare..e dunque vorrei chiedere a tanti di voi perchè non posso denunciare le ferrovie che ha un call center a pagamento? una azienda come questa che ha i soldi per centinaiadi televisori al plasma dapertutto.. ma non dei bagni avvicinabili.. ditemi per favore achi posso rivolgere il mio disperato grido di orrore per un’azienda.. (come l’alitalia), che si è salvata il.. ma dei passeggeri non gliene frega niente..o meglio solo di quelli con un portafolglio da eurostar..ditemi perchè i viaggiatori del sud che con i loro esodi per le vacanze natalizie pasquali e estivi non hanno ingrassato le ferrovie ma che le stesse pensano ad allungare. raddoppiare , triplicare le linee milano- roma e viceversa.. e il sud lo riassicurano connews del c.. come se ci facessero un favore.. ditemi perchè l’Europa non si interessa del treno dell’italiano(del meridione) e della sua Croce che porta da anni ??
  4. Purtroppo è una causa persa. Come puoi pensare di agire legalmente contro Trenitalia? Quanti avvocati può permettersi uno come noi, e quanti loro? Ci dovrebbero pensare le varie associazioni dei consumatori (presumo), ma io ormai sono rassegnato e disilluso: in 10 anni ho visto solo costanti peggioramenti, vuoi nella puntualità, vuoi nella qualità del servizio, vuoi nelle tariffe (che, vero, rimangono sotto la media europea, ma rimangono anche altrettanto sproporzionate alla qualità del servizio offerto), vuoi nella cortesia del personale. Sono solo contento che, forse, ho messo per sempre la parola fine al pendolarismo e alla necessità di utilizzare le ferrovie.

    In bocca al lupo.

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