06.28
Un po’ di aggiornamenti alla rinfusa:
- Sabato sera sono stato alla Notte Bianca di Casale Monferrato. Cosa carina, anche se ai tempi avevo preferito quella Alessandrina, che, tra l’altro, spero riproporranno anche quest’anno. Ad ogni modo, la cosa più interessante è che sono stato fermato dai Pulotti all’ingresso dell’autostrada:
– Pulotto: “Ha bevuto qualcosa?”
- Sukko: “Una birra”
- Pulotto: “Uhm, facciamo il test, OK?”
- Sukko: “Va bene…”Il pulotto non saprà mai che gli ho mentito, avendo in effetti bevuto una Menabrea in bottiglia, una media e una piccola, dato che comunque il risultato del test era entro i limiti. Anche se dal dialogo forse non traspare, ero tranquillo: ho fatto tesoro del Drink responsibly che vidi un po’ dappertutto in Irlanda, e ormai conosco i miei limiti di sopportazione alcoolica, e so rendermi conto di quando sono in grado di guidare e quando no, o almeno spero :). Penso che il “segreto” non sia tanto bere poco (beh, ovviamente non si può tracannare qualunque roba…), quanto attendere un certo tempo prima di guidare. Quest’idea me la sono fatta tempo fa basandomi sull’Etilometro online, che – tantopiù ora che sono stato effettivamente “testato” – considero effettivamente verosimile. Ora, è raro che SukkoPera si senta in diritto di dare consigli sociali, ma raccomando ai (tre) lettori di visitare il link e di farsi un’idea delle proprie capacità di sopportazione: siamo davvero tutti stanchi di sentire le stragi su stragi stradali che i telegiornali del lunedì ci propongono.
Sdrammatizzando un po’, sappiate che l’etilometro reale richiede una mezza laurea per essere utilizzato a dovere: avrò dovuto soffiare in quella specie di torcia elettrica almeno una dozzina di volte prima che funzionasse! Il soffio dev’essere forte, prolungato e costante, pena una marea di bip e la ripetizione del test. Alla fine mi girava la testa da quanto avevo soffiato (praticamente avevo più probabilità di schiantarmi DOPO aver fatto il test!). Da segnalare comunque la battuta ad alta voce di Claudio: “Menomale che non fumi!” che ha suscitato ilarità anche nei Pulotti ;).
- Ieri sono stato all’ennesimo colloquio. Stavolta si trattava di una ditta che si occupa di applicazioni business da un lato, e di siti web dall’altro. Il mio colloquio riguardava – almeno indiciativamente – la seconda branca, cosa che non mi stimola più di tanto. Contando poi che si prevede un impiego iniziale mediante stage di 2 mesi, seguito da assunzione per 3 anni, di cui i primi 24 mesi da passare legati a doppio filo all’azienda (= non si ci si può svincolare facilmente)… direi che non è molto allettante. Mi ha però stupito il fatto che, quando alla domanda “Ha già fatto altri colloqui?” ho citato, tra gli altri, quello triplo presso la fabbrica di automobili, la tipa (molto simpatica) ha praticamente iniziato a considerarmi un personaggio molto interessante: “Mica tutti arrivano al terzo colloquio presso la fabbrica di automobili…”. Insomma, un consiglio ai neolaureati: andate ai colloqui delle grandi aziende anche se non avete intenzione di andare a lavorare da loro: fanno un po’ “curriculum”!
- Sempre ieri, di ritorno dal colloquio, sono stato precettato da Zangurt per un torneo di calcio per beneficenza. Devo dire che è stato bello rimettere piede su un campo da calcio “grande” dopo almeno 5 anni (a naso, probabilmente in realtà sono anche di più!). Ora si tratta di bilanciare il piacere con lo sconforto dovuto alla prestazione (pietosa, anche se penso che dopo anni di calcetto sia normale sentirsi un po’ spaesati in mezzo a cotanto verde), e capire se voglio andare davvero fino in fondo al proposito di tornare a giocare a livello agonistico la prossima stagione…