2007
06.12

Alla fine ho ceduto. Ero riuscito a convincermi a ignorare le parole di gib, ma quando (euro)pino mi ha sostanzialmente (e indipendentemente) dato lo stesso consiglio, la mia volontà si è arresa: sono andato al colloquio in camicia + giacca + cravatta… + jeans. Già, non volevo essere troppo formale.

Inutile dire che la maggior parte dei candidati era molto più casual, ma vabbe’, ormai sono un ingegnere e devo darlo a vedere (chissà poi perché!). Di per sé non sarebbe un problema vestirsi bene ogni tanto, ma in questi giorni fa caaaaaldo! Non potremmo fare sti colloqui da novembre in poi?

Ad ogni modo, arrivo addirittura con un po’ di anticipo al colloquio (sceso a Rogoredo -> Metro gialla fino a Turati, roba da 10 min, 8 dei quali tra passeggeri ammassati a caso) e sono il primo. Verso le 10 si inizia, dovremmo essere un gruppo di 4, ma uno non si è presentato. Prima incombenza: presentazione di sé in 5 minuti, no problem, non fosse che scopro che gli altri 2 sono laureati rispettivamente in economia bancaria e ingegneria gestionale. Segue l’analisi individuale di un caso aziendale (un po’ surreale) e quindi quella collettiva di un altro caso: in entrambi mi sono sentito un po’ svantaggiato rispetto agli altri, dato il mio background non propriamente avvezzo all’economia e alla gestione d’impresa, e ho quindi fatto quel che potevo.

Segue pausa caffé, in cui la macchinetta era piantata in modalità “Free for all” (sarà sempre così?) e per sbaglio ordino un cappuccino decaffeinato (bleah!) che mi tocca pure bere, quindi ultimo esercizio con una sorta di autovalutazione della propria partecipazione alle esercitazioni, in cui non manco di far notare che gli argomenti non erano propriamente attinenti alla mia preparazione.

A quel punto ci si incontra con gli altri gruppi, che avrebbero fatto il colloquio nel pomeriggio, allo scopo di fare un’unica presentazione di massa delle attività dell’azienda. Scopro quindi che il mio concetto di “società di consulenza” non era sbagliato, ma solo mooooolto ristretto, almeno per quanto riguarda la società in questione. In fondo non sembra un brutto posto. Non so quanto faccia per me perché oggi era tutto “ad alto livello”, ma ora penso che sia un’opportunità da tenere in considerazione.

Nota stramba: tra la dozzina di candidati in totale non ce n’erano due con la stessa laurea! A parte i già citati, c’era un po’ di tutto: ingegneria ambientale, ingegneria elettrotecnica, matematica, ecc… Mancavano solo avvocati, praticamente! No Marta, in effetti non c’erano nemmeno assistenti sociali ;).
Nota stonata: scopro che il famigerato rimborso delle spese di viaggio è proporzionale alla distanza percorsa, e per me ammonta a zero. Truffatori!
Nota gradita: il pranzo con pino dopo almeno un anno che non ci vedevamo. Ma solo perché ha offerto ;).
Nota surreale: Preso l’Eurocity delle 16.00 per tornare (in arrivo da Schaffhausen, per altro: Giustillo capirà), ci inchiodiamo a Rogoredo, sotto il sole che scaglia la sua gloria ad libitum (?) e in posizione inclinata. Rimaniamo così per 40 minuti. Dopo un po’ ci annunciano che a Voghera c’è il finimondo: lampi, tuoni e saette, che han causato un incendio lungo la linea ferroviaria, e quest’ultima è quindi bloccata. Quando riusciamo ad arrivarci il sole splende, ma il sottopasso è allagato! Almeno un metro d’acqua! Ci tocca dunque attraversare i binari…

  1. questa cosa sa molto di psicoanalisi di gruppo, cmq. Spero che sia una ditta di consulenza matrimoniale, visto come accertano le tue capacità tecniche.
  2. Non è che hanno voluto coprire che alla stazione di Voghera gli “amici di Mara” hanno dato fuoco alla stazione perchè ci si accampavano dentro la notte? *G*
    Cmq mancavano solo gli schianti di latte insieme a lampi, tuoni e saette :P
  3. Beh, allora anche fragori, albori di guerre universali, ecc ecc :).
  4. …felice? *G*