02.11
La parte più lunga e pallosa dell’homebrewing è sicuramente la preparazione delle bottiglie. Occorre infatti lavarle accuratamente, sciaquarle e sanificarle con la classica soluzione di metabisolfito di potassio, dopo di che vanno lasciate sgocciolare senza ulteriori risciaqui. Se pensate che usciranno circa 23 litri di birra, e che le bottiglie (tra l’altro recuperate dai bagordi dei vari Marciume) tengono 0.66 litri, capirete che ne servono 34.85… Morale: ci ho messo 2 ore per ottenere questo risultato, ma penso proprio che ne varrà la pena
(senza trascurare il valore artistico della composizione). Non sapevo se fosse il caso, ma nel dubbio ho anche
sanificato i tappi che userò per chiudere le bottiglie, nonché fatto qualche prova di chiusura (si fa appoggiando il tappo sulla bottiglia, coprendolo con un apposito strumento e tirandoci una mazzata), da cui ho concluso che è meglio che questo compito sia affidato al SukkoDad.
Ho anche misurato la densità della birra, dopo 6 giorni dalla chiusura del fermentatore, ed è di circa 1004, il che significa che si può già imbottigliare, cosa che farò domani. Questa è una foto della misurazione, anche se non si vede niente, eccetto la provetta ed uno scettico SukkoDad sullo sfondo. L’odore, comunque, non è male, anche se non ho avuto il coraggio di assaggiarla…
Già che ci sono aggiungo altre due foto: la prima è del fermentatore nel luogo prescelto per la fermentazione (ma và?), mentre la seconda è un primo piano del termometro durante la fermentazione: penso che quel che segna vada interpretato come 25°C
.
E’ scritto anche nelle tavole della legge: ricordati di SANIFICARE le feste!