I’m wrong

Novembre 23rd, 2009

… There’s something wrong with me
Chemically
Something wrong with me
Inherently
The wrong mix in the wrong genes …

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Vita da cani…

Settembre 28th, 2009

Lo ammetto! Non sono tra le donne più femminili del mondo, non metto i tacchi nemmeno nelle grandi occasioni, vesto spesso con abiti maschili, mi trucco pochissimo (quando capita), emetto “suoni strani” in ogni dove e come… Ma almeno, penso di poter vantare della decenza. Mi riferisco in particolare al mantenimento della razza canina.
Oggi, dovendo comprare un collare nuovo per le mie cagnoline, mi sono recata in un negozio di una catena per articoli di animali. Tutto qua sembra perfettamente normale. Dapprima spulcio da sola l’espositore e, nonostante le migliaia di qualità, mi devo rivolgere al commesso perchè mi rendo conto che è un’impresa titanica. Comunico semplicemente che ne volevo 2 di pelle marrone con la classica fibia. Il tipo me ne fa vedere almeno una decina di varietà che, come misura, potevano fare al caso delle mie; peccato che tutti avessero almeno un brillantino, colori a dir poco osceni, mi illustra la possibilità di poter scrivere il nome con lettere componibili (anch’esse con brillantini), non parliamo delle forme… Ma dico, collari normali no eh? Infatti di quelli manco l’ombra. Ovviamente non li ho comprati!
La cosa che mi ha sconvolto più di tutte è stato l’espositore a lato: mutandine per cagnoline in calore con il “reggi-assorbente”??!! Non volevo credere ai miei occhi!!! Ovviamente di tutti i tipi e colori, con o senza fiocchettini e con un cuoricino fatto di brillantini proprio lì!
Chi mi conosce, sa perfettamente quanto io adori le mie cucciolotte e quanto io spenda per loro in cibo, giochi vari (questo in termini economici), tempo, passione, dedizione, amore, cure,… ma non le torturerei MAI con delle mutande e assorbenti nei giorni del calore, non le tratto diversamente da quando sono in un periodo “normale”. Non voglio nemmeno torturarle con cappottini leopardati, con brillantini assurdi che appagherebbero solo il mio occhio e niente più. (Piccola precisazione: io odio i brillantini anche sui miei vestiti, quindi il mio occhio non sarebbe per niente appagato!) Voler bene ai cani non vuol dire lasciare lo stipendio in queste cavolate assurde. I cani sono animali e non bisogna costringerli in abbigliamenti o suppellettili inutili, così si soddisfa niente di meno che un vezzo e un capriccio del padrone.

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Berlin, Shenker, Scotland and…

Settembre 17th, 2009

Ooooh, finalmente… Ma è tantissimo che non scrivevo!!
Recupero subito. Andiamo per ordine.

SukkoPera ha provveduto a pubblicare qui le foto del viaggio di marzo a Berlino! Era ora, ma meglio tardi che mai!!

Continuerei le news parlando del mio periodo da Shenkeriana. A fine luglio ho sostenuto l’ultimo esame (lex) del corso di 14 lezioni e direi che è andato abbastanza bene. Il metodo Shenker è valido ma anche abbastanza impegnativo; è scontato che se si vuole imparare qualcosa qualche sforzo bisogna pur farlo. Il corso si articola in lezioni di ascolto, pronuncia, grammatica, comprensione e traduzione. Una volta a settimana si ha l’incontro con l’insegnante che verifica l’apprendimento della lezione precedente tramite la traduzione, sia scritta che orale, di alcune frasi del cosiddetto Control Form. Basta fare più di un errore nello scritto e impiegare più di un minuto nella parte orale, per dover ripetere i test. Superate entrambe le prove si discute con l’insegnante di argomenti o situazioni che riguarderanno la lezione successiva. Al termine dell’ora di lezione vengono consegnati CD, o file .mp3, che comprendono la lezione, gli esercizi (sia scritti che orali) e la preparazione per il test successivo. Il tempo da dedicare allo studio si aggira sulle 2 o 3 ore al giorno, a seconda delle difficoltà riscontrate. L’unico neo che mi sento di reclamare, riguarda il costo. Ok, io ho scelto lezioni individuali, dato il periodo di iscrizione, ma rimane comunque abbastanza elevato.

Le vacanze estive le ho trascorse in terra scozzese, tanto per rimanere in tema ;) 10 giorni al fresco, con una temperatura di circa 15°C in meno rispetto a quella che c’era qui in città. Le cose da vedere sono tantissime e farne una cernita non è stato banale. Abbiamo percorso circa 1800 km in 10 giorni, guidando dalla parte opposta! Abbiamo rischiato la vita una volta sola, quindi direi che è andata benone. L’avventura è iniziata con l’atterraggio a Glasgow nel primo pomeriggio del 2 agosto e una visita alla città. Cose particolari da visitare non ce ne sono (George Square, Merchant City e cattedrale a parte). A dire il vero, pare ci fosse il Birrificio della Tennent’s ma non siamo riusciti ad andarci. Da qui, il viaggio è proseguito alla volta del Loch Lomond e Oban. Non siamo riusciti a vedere granchè, dato che tutti i castelli e mostre varie hanno come orario di chiusura le 17 :( Da Glenfinnan in poi, siamo stati più fortunati e siamo riusciti a vedere il viadotto di Henry Potter (dopo aver percorso una stradita a dir poco infangata, ma ne è stravalsa la pena). Il panorama è bellissimo! La tappa successiva era Mallaig da dove abbiamo preso un traghetto per raggiungere l’isola di Skye. Cascata Isola di SkyeQui panorami mozzafiato: cascate sull’oceano, colline verdi, animali in mezzo alla strada, la distilleria Talisker (l’unica che abbiamo visitato),… Thurso è stata la nostra tappa successiva che abbiamo raggiunto percorrendo lo Skye Bridge. In questa cittadina abbiamo assaporato la vita scozzese notturna con cornamuse, uomini in kilt, canti popolari,… il tutto, manco a dirlo, “annaffiato” da birra! Abbiamo proseguito per le isole Orcadi dove ci siamo affidati a un tour organizzato che ci ha fatto visitare i punti strategici. Al termine, ci siamo spinti fino al punto più a nord dell’isola britannica. A dir poco meraviglioso. Dunnet HeadInverness ed Edinburgo sono state le nostre ultime tappe. Edinburgo è una città in cui mi piacerebbe sicuramente tornare perchè il tempo a disposizione non ha permesso una visita molto approfondita, a parte Ebinburgh Castle.
Mi rendo conto che la descrizione della vacanza è stata un po’ troppo sintetica, per chi ne fosse interessato posso approfondire ;)

Dulcis in fundo… rullo di tamburi… ho un lavoro!!!!

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A beautiful day

Giugno 15th, 2009

Il 30 maggio ho vissuto un’esperienza che non pensavo fosse così emoziante. L’occasione è stata il matrimonio di mio cugino, che ho sempre considerato come il fratello che non ho mai avuto. Ero vicino agli sposi, la testimone. Vivere la cerimonia accanto ai festeggiati, accanto agli sposi è indescrivibile. Si colgono gli annedoti che ti rimarranno per sempre in mente e il cuore va a mille perchè sai di essere, in un certo senso, anche tu al centro dell’attenzione e sullo sfondo delle loro foto dei momenti che si ricorderanno per tutta la vita. L’evento in se era già emozionante così ma, viverlo accanto a Luca e Sara, lo è stato ancora di più. Ok, lo ammetto! Mi sono commossa e qualche lacrimuccia nera mi ha dipinto il viso, ma ho cercato di trattenermi fino alla fine della cerimonia, dove poi non ho più potuto trattenere l’emozione. Per me è stato uno dei regali più belli!

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iPhone part 2

Maggio 11th, 2009

Immagino che sarete curiosi di sapere com’è andata con la mia sfiga iPhone ;) Beh, il giorno seguente è ripassato il corriere per fare il cambio scatole e dopo 2 giorni è tornato con un iPhone nuovo di pacca. Ancora una volta non mi posso lamentare del servizio assistenza Apple Care: sia per quanto riguarda la chiarezza delle informazioni che per la celerità nel concludere le operazioni. Ok, questa volta ho sborsato parecchi dindi ma a dicembre non avevo dato loro nemmeno 1 euro e la serietà è stata la stessa.

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Good luck!

Aprile 23rd, 2009

La mia sfiga davvero non ha fine!!!!

Andiamo con ordine. Qualche giorno fa, mentre sbrigavo due cose, mi squilla il mio mitico iPhone che era sul tavolo, lo prendo, lo tolgo dalla custodia e … spatatan per terra. Penso che tutti i santi dei 365 giorni del calendario si siano riuniti attorno a me. Lo raccolgo e noto una fantastica “ragnatela” sullo schermo che parte dall’angolo inferiore sinistro, per terminare con una bellissima linea che giunge all’angolo opposto (come da descrizione fornita all’agente dell’Apple Care). Contatto per la seconda volta nella mia vita l’Apple Care, appunto; il tipo che accoglie la mia chiamata, mi comunica che la riparazione ovviamente non può essere eseguita in garanzia e avrà un costo di 311 € per il modello da 16 Gb. Bene!! Mi viene richiesto il numero della carta di credito per l’addebito, ma io possedendone una ricaribile, avrei avuto bisogno di qualche minuto per fare l’accredito dato che non disponevo di tale cifra al momento. Così, data l’ora ormai tarda, chiamo il giorno dopo fornendo i dati mancanti e avviando così la solita procedura per l’invio dell’iPhone. Mi arriva la solita mail, una che annulla la chiamata del giorno precedente e una con l’ID di riparazione corretto. Puntuale come un orologio svizzero, il giorno seguente arriva il corriere dell’UPS con 2 pacchi. 2 pacchi? Ma io non ho 2 iPhone da spedire!! Ne apriamo uno a caso, inscatoliamo l’iPhone, sigillo, adesivi vari e via che il mio gioiellino parte per la sostituzione. Entro in casa e … altri santi attorno a me. Mi rendo conto che la scatola contenente il mio iPhone si riferiva all’ID di riparazione successivamente annullato e che avrei dovuto metterlo in quella che, invece, era tra le mie mani. Chiamo nuovamente l’Apple Care, comunico il fattaccio e mi riferiscono che dovrò aspettare 24 h che il corriere mi riporti la scatola sbagliata per fare il cambio. Questo succede nell’arco di un’oretta che contribuisce a depredare il mio credito (in 3 telefonate avrò speso all’incirca 30€); successivamente chiamo il corriere stesso nella speranza che fosse ancora in zona e risparmiare così una giornata senza iPhone. Mi imbatto in una tizia veramente scortese e antipatica che, prima ancora che io possa spiegarle il motivo della telefonata, mi aggredisce per eliminare ogni equivoco possibile, ovviamente senza alcun senso. Le rispondo a tono e, magicamente, mi fornisce il numero privato dell’autista che, purtroppo, era già quasi in sede. Perchè mi siano state mandate 2 scatole non lo so, dal momento che mancavano dei dati per concludere la pratica, però resta il fatto che nel 50 % di probabilità, ho subito afferrato la metà corretta per creare casini. A conclusione della vicenda, fornirò i dettagli.

Un’altra news riguarda la scelta di “combattere il mio tallone d’Achille”: la lingua inglese. Non avendo trovato ancora un lavoro da quel dì e non avendo neanche più fatto un colloquio, ho deciso di cogliere l’occasione per dedicarmi allo studio dell’inglese, nella speranza che questo possa portarmi qualche possibilità in più. Così, dopo aver consultato qualche sito a riguardo, mi sono recata allo Shenker Institute. Nei forum raccontano di pregi, quali il facile e veloce apprendimento, l’effettiva validità ed efficacia del motodo, ma indicano, ahimè, come difetti l’elevato costo e l’essere troppo impegnativo. Premesso che l’”essere impegnativo” non è un difetto, almeno secondo me, l’elevato costo è purtroppo una realtà ma, se è davvero così valido, io investo. Ed eccomi qui, una Shenkeriana, che studia in media 3/4 ore al giorno, ascolta gli mp3 delle lezioni, parla da sola facendo gli esercizi di fonetica, affronta una volta a settimana un test, … In ogni test è ammesso un solo errore, quindi occorre preparsi bene per non incombere nel dover ripetere la lezione e non perdere tempo. Se devo essere sincera, il corso è molto coinvolgente, lo consiglierei a chi vuole mettere alla prova la propria pronuncia e le proprie conoscenze, a chi ha tempo da dedicarsi sul serio allo studio.

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